Progetto Donne in difficoltà

Responsabile: Dr. Giorgio Pasquini

La Casa delle Donne e la Caffetteria

Donne, madri, malate. Donne sole, vedove, abbandonate dai propri mariti, espulse dal tessuto sociale e produttivo. Sono donne fragili quelle che giungono all’ Ospedale Hewo di Quiha, ultime tra gli ultimi, il cui destino è consumare la vita nella miseria, incapaci di assicurare un futuro a se stesse e ai propri figli. Una realtà che rappresenta ancora una emergenza per questa cittadina sull’altopiano del Tigray, come per tutto il  resto dell’Etiopia.

 

Nonostante la legge garantisca parità di diritti, secondo le Nazioni Unite solo il 38 percento delle donne etiopi ha un lavoro retribuito e di queste appena un 14 per cento al di fuori del proprio nucleo familiare. Difficile possedere un fazzoletto di terra o una piccola attività commerciale, ancora più difficile, se non impossibile, trovare un impiego se si è malate. Qui, il 23 per cento delle giovani tra 0 e 14 anni subisce  ancora mutilazioni genitali e, stando all’Ethiopian Demographic Health Survey del 2011, il 68% è convinto che vi siano circostanze in cui è accettabile essere picchiate dagli uomini.

Dietro questi numeri non ci sono solo storie di sofferenza e fatica, ci  sono anche risorse, energie, ricchezza, creatività e potenziali che vanno sprecati. Le donne giocano, infatti, un ruolo cruciale in tutti i processi di crescita sociale ed economica. Quando le donne lavorano reinvestono il 90 percento delle loro entrate nella famiglia - per nutrire, assicurare cure ed educazione ai propri figli o per rendere più produttiva l’impresa familiare -  mentre gli uomini solo il 35 per cento. Investire nelle donne è dunque investire sul futuro.    

 

Il progetto

L’obiettivo di Lazio Chirurgia è fornire assistenza alle donne che giungono in ospedale e vivono condizioni di grave difficoltà economica perchè sole e/o malate affinchè ,una volta fuori dalla struttura sanitaria, possano intraprendere un percorso di reinserimento lavorativo e sociale. Le parole chiave del progetto sono “autonomia” e “comunità”, nello spirito che impronta da sempre le attività dell’Hewo.

Si è proposto prima  e concordato con le autorità locali poi, di fornire un’accoglienza temporanea per le donne ed i loro figli, in una o più case nei pressi dell’Ospedale, privilegiando quelle strutture dove possano essere realizzati spazi comuni per cucinare,  condividere i pasti o i momenti di gioco dei bambini, ma anche per gettare le basi di progetti comuni. L’assistenza si immagina temporanea perchè l’obiettivo è il reinserimento lavorativo, e con esso anche quello sociale. Di volta in volta, le donne potranno essere aiutate a trovare un impiego attraverso progetti di qualificazione professionale o mediante la creazione di microimprese che rispondano ai bisogni della comunità di Quiha.  

La caffetteria dell’ospedale

Un primo progetto è già stato identificato: la creazione di una caffetteria gestita dalle donne accolte attraverso il progetto di assistenza temporanea. Il personale dell’Ospedale, circa 105 dipendenti tra personale sanitario e non - ha infatti espresso la necessità di dare una struttura stabile alla caffetteria estemporanea sorta appena fuori l’ingresso, che è ad oggi poco più di una capanna di lamiere dove si servono tè e caffè in condizioni igieniche piuttosto precarie. Si è quindi pensato di realizzare una caffetteria all’interno del terreno dell’Ospedale, riutilizzando uno dei tanti container utilizzati per l'invio dei materiali dall'Italia. La caffetteria potrebbe rispondere anche all’esigenza del personale di avere un punto di ristoro dove acquistare i pasti a prezzi convenzionati, come accade anche negli ospedali pubblici, evitando i lunghi spostamenti per rientrare a casa a pranzo.

La realizzazione del progetto

E' stata identificata un'abitazione disponibile a Quihà, non molto distante dal mercato, ed è stata presa in affitto, pulita ed attrezzata. E' stata concordata con il comune di Quihà la lista iniziale delle 5 donne arruolate nel progetto. Le donne  con i loro bambini si sono trasferite nella casa e contemporaneamente è partito il lavoro di adattamento del container: apertura di porta e finestre, costruzione di una tettoia protettiva, riverniciatura di tutta la struttura, acquisizione di sedie, tavolini e di tutte le suppelletili necessarie. I lavori sono stati completati in poco meno di due mesi ed ora la caffetteria lavora a pieno regime.

Le pulizie per la preparazione della casa delle donne

La festa di inaugurazione alla Casa delle Donne

Il primo caffè alla Caffetteria

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