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Akeza tornerà a coltivare bellezza

June 6, 2017

Akeza è felice quando intreccia fibre vegetali per frane cestini con cui adornare la sua casa, ma quella massa che le si è aggrappata al collo è ormai troppo grande anche solo per chinare la testa e guidare le mani. Spera che i medici dell'Hewo possano aiutarla a ricominciare.

 

Vive nelle campagne di Wucro, a circa 50 chilometri da Quihà, in una piccola casa costruita di fango e pietre, una stanza dove si dorme in sette ed una per lavorare, la cucina a legna e fuori il pozzo. La sua è una famiglia di agricoltori che sopravvive strappando alla terra arida del Tigray pochi cereali una volta l'anno - orzo, grano, teff. “Quest'anno abbiamo seminato, ma è sparito tutto”, ci racconta. Colpa della siccità.

Cinquantacinque anni, sei figli, il primo messo al mondo quando lei ne aveva solo quindici. “Sono quasi tutti studenti o lavorano in campagna, il più grande in città”, racconta fiera. “Ma hanno fame anche se il Governo ci aiuta con un po' di farina e di grano”.

 

Le massa attorno al suo collo era un piccola noce quando l'hanno operata, due volte, negli ospedali pubblici della regione, ma dopo sette anni è tornata e non ha smesso di crescere. Akeza non sente dolore, anche se le ulcere sanguinano. “Sento gli occhi tirare, ho la sensazione che si muova qualcosa dentro, ma soprattutto non posso guardarmi allo specchio. Voglio toglierla”.

 

E' venuta a Quihà perché una donna del suo villaggio le ha raccontato degli italiani “che guariscono”, dell'ospedale “dove non fai la fila e ti salvano”. Dove vive ci sono molte altre persone con malattie simili alla sua, “tante quanti i capelli”, ma non si fanno operare.“Io sono stata operata e la massa è tornata. Hanno paura che accada anche a loro”, spiega. Molti, racconta, prima di andare da un medico si rivolgono ai guaritori dei villaggio o, come lei, pregano che l'acqua santa possa compiere il miracolo.

 

Anche lei ha un po' di paura prima dell'intervento, ma non ha dubbi, vuole farlo. Guarita, potrà tornare a coltivare bellezza intrecciando cestini nella sua piccola casa di pietre e fango.

 

Il giorno dopo sorride felice: la massa è sparita 

 

 

 

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