La prima nascita e 56 interventi: il resoconto della missione di Chirurgia Pediatrica

June 6, 2017

 

Grande entusiasmo, armonia, voglia di fare e di fare bene e, soprattutto, la grande professionalità da parte di tutto il team che (pochi giorni fa) a marzo ha concluso l’11a Missione di Chirurgia Pediatrica presso l’H.E.W.O Hospital di Quihà in Etiopia. Protagonisti, i chirurghi Claudio Mazzoni e Carlo Manzoni, gli anestesisti Alberto Benigni, Paolo Finazzi e Daniele Galvagni, la ferrista Silvia Arcangeli ferrista e l’infermiera di reparto Giovanna Cangi.

Pubblichiamo di seguito il resoconto della missione, curato dal Dottor Claudio Mazzoni, che ci racconta il lavoro svolto dal team di chirurgia pediatrica e le ultime novità dall’Hewo Hospital.

 

IL RESOCONTO DELLA MISSIONE

 

La nostra missione è iniziata giovedì 2 marzo quando io e Giovanna siamo partiti in direzione Adwa dove, già da un po’ di tempo, ci rechiamo presso il “James non Morirà Village” per fare un’ambulatoria di Chirurgia Pediatrica. Si tratta di un orfanotrofio ottimamente gestito da una Onlus romana che accoglie circa 90 bambini orfani o abbandonati come questo neonato trovato in una discarica pochi giorni prima del nostro arrivo. 

 

Abbiamo visitato una trentina di pazienti, alcuni nuovi ed altri operati nella precedente missione di novembre 2016. Di questi una parte sono stati messi in lista nel corso delle prossime due settimane mentre altri verranno operati in autunno. 

 

Domenica 5 marzo siamo partiti in auto alla volta dell’Hewo Hospital di Quihà. Quattro ore di viaggio in cui, percorrendo la nuova strada, abbiamo attraversato il Tembien tra paesaggi mozzafiato! Ci incontriamo alla nostra residenza con Carlo Manzoni, chirurgo pediatra della Cattolica, alla sua terza esperienza a Quihà, e Silvia Arcangeli, new entry, ferrista che lavora al S. Giovanni. Subito si crea un clima di entusiasmo e feeling nonostante Carlo sia reduce da un colpo della strega e ancora sensibilmente dolorante.

 

Lunedì iniziano le danze! Mentre Carlo e Silvia vanno in camera operatoria per allestire tutto il necessario, io e Giovanna andiamo nell’ambulatorio pediatrico: finiremo il pomeriggio dopo aver visitato 60 pazienti. 

 

In attesa dell’arrivo degli anestesisti previsto con l’aereo delle 13.30,  avremmo tre bambini già in lista per il pomeriggio. Purtroppo Michele arriva in ritardo all’aeroporto e loro si avventurano con due taxi. Tuttavia, a causa della chiusura della strada principale che porta all’Hewo, gli autisti dei taxi non riescono ad arrivare prima delle 16,30. Di conseguenza, niente seduta operatoria. Per punizione (si fa per dire) lavoreremo anche il sabato. L’armonia e l’allegria si consolidano ancora di più con l’arrivo degli anestesisti Alberto Benigni, un veterano, anestesista pediatra di Bergamo, Paolo Finazzi, anch’egli anestesista pediatra di Bergamo alla sua prima esperienza ai quali si è aggiunto il giovane Daniele Galvagni specializzando in anestesia e anche lui alla sua prima esperienza.

 

Martedì 7 iniziano gli interventi. Il modo di gestire è lo stesso già collaudato nelle missioni precedenti: mentre io mi occupo dell’ambulatorio (in questo giorno ne abbiamo visti altri 40!), Carlo inizia la seduta con qualche intervento più semplice che può fare da solo aiutato dalla ferrista. Poi, finito l’ambulatorio, lo raggiungo per gli interventi più importanti. Durante la giornata arrivano altri pazienti ambulatoriali che riusciamo a vedere tra un intervento e l’altro. 

 

Di solito la prima settimana eseguiamo gli interventi più complessi che richiedono una ospedalizzazione più prolungata come le uretroplastiche per ipospadia, gli esiti cicatriziali retraenti quasi sempre conseguenti ad ustioni e le sindattilie che richiedono medicazioni ripetute per diversi giorni. In questa missione oltre a due gravi ipospadie scrotali, abbiamo avuto due bambini provenienti da Adwa con importante retrazione di una mano, una di 5 anni da pregressa ustione, la seconda di 1 anno da infusione endovenosa neonatale di soluzione ipertonica. In entrambi i casi è stato necessario eseguire un’innesto libero di cute prelevato dall’inguine. Un altro innesto libero si è reso necessario dopo l’asportazione di un tumore (esame istologico in corso a Makallè) ad una gamba di una bambina di 11 anni. Nonostante questi interventi impegnativi, non mancano i momenti di allegria. 

 

La seconda settimana la dedichiamo ad interventi che richiedono una degenza ospedaliera più breve. Tuttavia, qualche giorno prima della partenza, abbiamo avuto un’urgenza: la persistenza di un dotto onfalo-mesenterico (struttura embrionaria che si riassorbe normalmente prima della nascita) prolassato attraverso l’ombelico in un bambino di 1 mese.

 

La domenica intermedia è di rito una gita a Gheralta per mostrare ai neofiti i territori etiopi, qualche chiesa rupestre e naturalmente riposarsi un po’.

 

Chiudiamo l’attività operatoria con 56 interventi eseguiti, record assoluto di queste 11 missioni, sia come numero che come qualità d’interventi, non avendo più fatto, per mancanza di tempo, le tanto richieste circoncisioni.

 

Durante il nostro soggiorno ci sono stati due eventi importanti. 

Il primo è l’apertura del nuovo reparto Maternità, fortissimamente voluto da Carlo e Franca Travaglino, i fondatori dell’Hewo, dove abbiamo avuto la fortuna di essere presenti alla prima nascita. Al neonato, ovviamente, è stato dato il nome Carlo.

 

Il secondo evento importante è stato l’apertura della “Cafeteria” alla quale non abbiamo potuto mancare. E’ stato un successone: la “Cafeteria” è sempre piena!

 

Stanchi ma felici ripartiamo il 18 marzo con la promessa di ripetere, la stessa equipe, questa fantastica esperienza.

 

 

 

 

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